Vai al contenuto
Generale

Ritorno alla semplicità

3 min di lettura
Ritorno alla semplicità

Se provi a mettere in pratica tutte le teorie di allenamento che trovi su riviste, su internet o nelle conversazioni, la cosa più semplice sarà non iniziare mai a fare sport. Molti consigli ben intenzionati fanno sì che, per chi si avvicina al movimento senza esperienza, l'inizio dell'allenamento consista soprattutto nell'acquisto di materiali sportivi e attrezzature spacciati per indispensabili. A qualcuno questo farà forse comodo, perché il grande giro di shopping è decisamente meno faticoso che svolgere regolarmente le sedute di allenamento.

Inoltre, le tante teorie tendono a diffondere l'idea che senza un personal trainer i successi sportivi restino lontani. Se hai bisogno di un motivatore per ogni attività o per ogni passo, questo può essere vero, ma non per la pianificazione dei contenuti dell'allenamento. Se nel tuo allenamento tieni conto delle cinque regole fondamentali seguenti, puoi diventare il coach di te stesso nello sport.

  1. Il successo richiede uno sforzo
    Oltre a migliaia di teorie di allenamento, esistono anche innumerevoli apparecchi e prodotti che promettono risultati senza sforzo, ma che non mantengono affatto questa promessa. Gli effetti positivi dell'attività sportiva non si possono comprare, non si possono «ottenere scuotendosi» sulle pedane vibranti né procurarsi con le iniezioni: bisogna guadagnarseli con il lavoro. Questo vale sia per lo sviluppo mirato della forza, sia per la resistenza, la mobilità e la coordinazione. Il vecchio proverbio «chi non semina non raccoglie» resta valido ancora oggi.
  2. Più regolarità, meglio è
    Non è il numero di sedute di allenamento nelle prime settimane a portare al successo, bensì la costanza nel corso di un anno. Anche una sola seduta di movimento alla settimana garantisce progressi ed è già rilevante per la salute. Se sei disposto ad allenarti due o tre volte alla settimana, il successo aumenta ulteriormente. Il numero di allenamenti settimanali va però aumentato solo nella misura in cui la motivazione non ne risenta, evitando che tra una seduta e l'altra si creino improvvisamente pause di oltre 7 giorni.
  3. L'intensità giusta
    Per gestire l'intensità nell'allenamento di resistenza si è affermato il noto «ritmo della chiacchierata». Nell'allenamento di forza, il movimento va eseguito finché, per la fatica, non se ne può più eseguire un altro senza perdere qualità di esecuzione. Il miglioramento delle prestazioni ottenuto con l'allenamento richiede un aumento costante del carico. Va però considerato che, a seconda della forma del giorno, il risultato dell'ultima seduta di allenamento non sempre può essere raggiunto.
  4. Il corpo risponde
    Nonostante tutti gli strumenti tecnici, il tuo corpo resta il miglior sensore per determinare l'intensità, perché tiene conto anche della forma del giorno e di eventuali malattie che influenzano le prestazioni. La percezione dei propri segnali si può allenare, ascoltando il proprio corpo. Quando inizi ad allenarti, questo può ancora risultare difficile. Possedere questa capacità fa parte dell'esperienza di allenamento.
  5. Nello sport agonistico diventa più complesso
    Quello che invece non si può negare è che più alto è il livello di allenamento, più complesse diventano le sedute di allenamento. Nello sport agonistico è quindi indispensabile applicare in modo coerente le conoscenze della scienza dell'allenamento, e ricorrere a specialisti per la pianificazione dell'allenamento è molto utile.
    Un allenamento efficace può basarsi in gran parte su ragione e buon senso, ed è quindi semplice da applicare. Motivarsi per un allenamento regolare resterà però anche in futuro una grande sfida per molti, ma sarà proprio questa la chiave del successo.
Torna alla panoramica