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Fitness · Forza

Ricerca nelle scienze dello sport e ricerca nelle scienze naturali. Qual è la differenza?

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Ricerca nelle scienze dello sport e ricerca nelle scienze naturali. Qual è la differenza?

Scienze dello sport e ricerca nelle scienze naturali. Qual è la differenza?

Oggi esistono innumerevoli raccomandazioni di allenamento diverse. Di solito ognuno sostiene che i propri metodi di allenamento siano i migliori. Come nasce questo sapere? Che cosa studiano le scienze dello sport e che cosa la ricerca nelle scienze naturali? Ti spieghiamo.

Che siano allenatori, istruttori o atleti esperti, gli specialisti del settore dell'allenamento rimandano volentieri al fatto che i propri principi di allenamento sono scientificamente fondati e basati su risultati di ricerca. In linea di principio non c'è nulla da obiettare. Poiché però le affermazioni degli specialisti spesso si contraddicono, si pone la questione della correttezza.
Com'è possibile che esistano così tanti dati scientifici, in parte opposti? Innanzitutto bisognerebbe distinguere tra sapere empirico e sapere da studi.

Sapere empirico

Il sapere empirico è, da un lato, il sapere che si sviluppa dalla pratica. Vi appartengono, ad esempio, sequenze di esercizi o combinazioni di sequenze di movimento che un allenatore ha sviluppato in base alla propria esperienza e al proprio sapere (che può anche essere basato su studi) e che impiega con atleti di successo. Un esempio sono le combinazioni di esercizi muscolari non specifici per lo sport, come squat, salti e movimenti specifici per lo sport, come ad esempio sprint all'interno di una sessione di allenamento. Tali combinazioni hanno un diretto riferimento pratico e vengono spesso eseguite dagli atleti.

Sapere da studi

Il sapere da studi è, d'altro canto, il sapere che deriva dalla ricerca ed è stato elaborato nell'ambito di studi scientifici. Un esempio sono le cascate di segnali della biologia cellulare/biochimica, che descrivono gli adattamenti molecolari all'allenamento di resistenza o di forza muscolare. Tali conoscenze, a prima vista, non hanno un diretto riferimento pratico, ma stabiliscono le linee guida biologiche in base alle quali un allenamento va costruito nel caso ideale.

Riguardo al sapere da studi, però, occorre fare ulteriori distinzioni.

  • Si tratta di sapere che deriva dalla ricerca nelle scienze dello sport?

  • Oppure gli studi sono di natura scientifico-naturalistica?

  • I dati sono stati pubblicati in riviste specialistiche con controllo di qualità?

  • Oppure si tratta di semplici indagini, come ad esempio lavori semestrali, che sono interessanti e informativi, ma spesso non soddisfano i criteri metodologici?

Tutti questi aspetti andrebbero considerati quando si citano conoscenze. In linea di principio, i termini «ricerca» e «scientifico» dovrebbero essere usati solo se le indagini soddisfano i criteri di qualità fondamentali per gli studi e sono state pubblicate in riviste specialistiche (ad es. Journal of Applied Physiology).

Ma in che cosa si differenziano allora la ricerca nelle scienze dello sport e la ricerca naturalistica sull'allenamento?

La distinzione spesso non è così semplice e non esiste una linea di confine fissa. In modo semplificato, si possono però delimitare i due ambiti di ricerca come segue.

Ricerca nelle scienze naturali

La ricerca naturalistica sull'allenamento studia le relazioni fondamentali all'interno del corpo nel contesto dell'«exercise»/del carico fisico (ad es. come si sviluppa realmente la crescita muscolare) e utilizza i metodi delle moderne scienze naturali (spesso molto complessi e in parte invasivi). Allo stesso tempo impiega esclusivamente termini e grandezze basati sul sistema SI (quindi ad es. forza in newton, potenza in watt, velocità in metri al secondo, ecc.) e rinuncia a grandezze descrittive come ad esempio la resistenza di forza. La ricerca naturalistica sull'allenamento fissa quindi, per così dire, il quadro per i metodi di allenamento. Un esempio di ricerca naturalistica è, come già illustrato sopra, lo studio delle cascate di segnali intracellulari durante o dopo l'allenamento di resistenza (come reagiscono le mie cellule muscolari allo stress energetico?). I vantaggi di questa ricerca sono, tra l'altro, effetti chiaramente definiti e affermazioni inequivocabili. Lo svantaggio principale sta nella rilevanza pratica non sempre immediatamente evidente.

Ricerca nelle scienze dello sport

La ricerca classica nelle scienze dello sport, invece, utilizza di norma metodi più semplici e non studia le cause degli adattamenti fisici. Descrive gli effetti osservati e cerca di collocarli nel contesto della pratica dell'allenamento o dello sport. Un esempio è il confronto tra due tipi di allenamento muscolare in relazione alla velocità finale in uno sprint, dove i metodi utilizzati sono piuttosto semplici. Diversamente dalla ricerca naturalistica sull'allenamento, la ricerca nelle scienze dello sport utilizza termini descrittivi e perciò spesso poco definiti come resistenza di forza, forza massima o forza esplosiva. I risultati della ricerca nelle scienze dello sport sono presumibilmente trasferibili direttamente alla pratica dell'allenamento e dello sport.

In modo semplificato, le scienze naturali forniscono la comprensione di base degli adattamenti fisici, mentre le scienze dello sport descrivono, per ogni disciplina sportiva, gli effetti dell'allenamento. Come già detto, però, una netta delimitazione dei campi di ricerca è difficile, poiché oggi sempre più metodi delle scienze naturali entrano nelle scienze dello sport, il che migliora notevolmente la qualità degli «studi nell'ambito dell'allenamento e dello sport».

È importante che, nell'elaborare principi di allenamento, si tenga necessariamente conto della ricerca naturalistica ovvero dei fatti scientifico-naturalistici. Solo così è garantito che le raccomandazioni siano efficaci e sicure.

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