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Il sonno

4 min di lettura
Il sonno

Al giorno segue la notte, alla veglia segue il sonno. Per quanto naturale e logica possa sembrare questa sequenza, il riposo notturno rimane altrettanto sconosciuto e misterioso per l'essere umano.
A cosa servono le tante ore trascorse in questo presunto stato di torpore? Le scoperte di diversi centri di ricerca danno alcune risposte. La vita è breve. Troppo breve per passarla a dormire. Eppure trascorriamo un terzo della nostra esistenza in questo stato crepuscolare. Non potremmo semplicemente ridurre il sonno a favore di una vita più lunga?

Sembra essere vero il contrario: abbiamo bisogno del sonno per sopravvivere. Nella sonnologia, la disciplina che studia il sonno, i ricercatori analizzano il comportamento e tutti i processi fisici e gli stati di coscienza durante il sonno. Finora i ricercatori hanno raccolto conoscenze sulle fasi del sonno e sui disturbi del sonno, ma non sul perché dormiamo. Su questo punto esistono soltanto le cosiddette ipotesi fondate.

Perché dormiamo?
Anche se riconosciamo molto facilmente una persona che dorme, il sonno in sé è molto difficile da definire. Ogni persona percepisce quando ha bisogno di dormire e che questa stanchezza deve avere un'utilità, ma si sa solo vagamente quale: il sonno è necessario per mantenere le funzioni del cervello e per la sopravvivenza dell'intero organismo. Grazie a questo stato crepuscolare notturno si possono ricostituire le riserve, elaborare le esperienze vissute e memorizzare ciò che si è imparato. Ma chi crede che questo avvenga in modo tranquillo e pacifico si dovrà ricredere.

Da una fase del sonno all'altra
Ancora cent'anni fa si pensava che durante il sonno il cervello si spegnesse. In realtà non solo il corpo si muove in parte in modo irrequieto, ma anche l'attività cerebrale è agitata. Il sonno è una sequenza attiva e altamente organizzata di eventi e stati fisiologici. È composto da due stati ben distinti: da un lato il sonno REM (rapid eye movement), la fase caratterizzata da rapidi movimenti oculari, dall'altro il sonno non REM, a sua volta suddiviso in quattro stadi. In base alla velocità delle onde cerebrali prodotte da chi dorme, due di questi stadi possono essere classificati come sonno leggero e due come sonno profondo. Quest'ultimo è caratterizzato da onde cerebrali più lente e viene comunemente considerato il sonno salutare, poiché chi dorme si trova in uno stato di forte rilassamento.

Il sonno onirico
Durante il sonno REM – nella fase in cui è più probabile sognare – si può osservare come gli occhi di chi dorme si muovano sotto le palpebre chiuse. Alcuni ricercatori vedono un legame tra lo schema di movimento degli occhi e le immagini viste nel sogno. In questa fase, che nel corso della notte dura sempre più a lungo, l'organismo si trova in uno stato di rilassamento muscolare. Restano attivi solo il cuore, i muscoli oculari e alcuni altri muscoli. Su ciò che si sogna in questa fase esistono molti miti e storie. Le teorie spaziano dall'appagamento dei desideri al mantenimento dei ricordi. Degli incubi, però, non dobbiamo avere paura. Spesso si tratta semplicemente dell'elaborazione di paure.

Disturbi del sonno
Un sonno scadente può comunque avere ripercussioni negative sulla nostra salute. Difficoltà occasionali ad addormentarsi, un sonno agitato e superficiale o il risveglio ripetuto durante la notte non devono ancora preoccuparci. Le cause possono essere forti emozioni, pensieri e problemi, lievi malattie o un ambiente insolito. Se però questi disturbi notturni persistono, vanno fatti valutare da un medico, così da poter prevenire stanchezza diurna, irrequietezza e depressione.

Imparare a dormire meglio
Va detto innanzitutto che ricorrere ai sonniferi non è una soluzione duratura: finisce più facilmente per creare una dipendenza che per migliorare la qualità del sonno. Più adatta è la strada lenta, fatta di piccoli passi, perché dormire in modo riposante si può imparare. La cosiddetta igiene del sonno è una tecnica che permette un sonno sano grazie a semplici consigli. Prima di tutto va chiarito che dormire tutta la notte senza svegliarsi non equivale a un sonno sano. Anche chi dorme molto bene si sveglia più volte durante la notte. Allo stesso modo non si può stabilire una durata del sonno che garantisca di sentirsi freschi e riposati il mattino seguente. A seconda della persona, può variare tra le sei e le dodici ore. Meno è però decisamente troppo poco.

Fonti: Luzia Kunz

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