Caffè
… con un’immagine che è stata più volte compromessa. In tutto il mondo milioni di persone bevono caffè ogni giorno, la bevanda più popolare da secoli. All’inizio del consumo in Europa il caffè (come anche il tè) era considerato meno un alimento e più spesso un medicinale. Chiunque beve volentieri una tazzina di caffè, o due, o tre, o … questa sostanza rientra quindi tra gli alimenti (super)essenziali della vita quotidiana.
Studi scientifici dimostrano che il caffè esercita numerosi effetti sull’organismo umano. Allo stesso tempo, nell’opinione pubblica e negli ambienti medici specializzati circolano ancora molte voci e false credenze riguardo agli effetti negativi del consumo di caffè sulla salute.Il contesto storico
La storia del caffè risale ben addentro il primo millennio. È avvolta da molte leggende. Così, ad esempio, quella del pastore di capre Kaldi, che una notte osservò come alcune sue capre – dopo aver mangiato i frutti rossi di piccoli arbusti – saltellavano allegramente mentre le altre dormivano. Kaldi assaggiò allora lui stesso le bacche e avvertì subito un effetto stimolante.
Quando incontrò un monaco, questi notò lo stato euforico di Kaldi, preparò un infuso da questa pianta e si rese conto che la sua stanchezza svaniva e che poteva restare sveglio di notte e dedicarsi alle sue preghiere.
Si ritiene che la regione d’origine sia Kaffa, in Etiopia. Grazie ai mercanti di schiavi la bevanda rinvigorente si diffuse nel mondo arabo e divenne così la «materia prima» più commerciata dell’epoca. Via mare, da Mocha nello Yemen, detta anche Mokka, il caffè giunse in Europa.
I primi caffè nacquero in Oriente e nel 1645 a Venezia, importante città commerciale con l’Estremo Oriente. Seguirono Oxford, Londra e Parigi. Il dolce abbinato veniva servito a Vienna a forma di mezzaluna turca: è la prima menzione letteraria del «Gipfeli».
Il caffè arabica detiene una quota del mercato mondiale del 60 per cento, quello robusta di circa il 30 per cento. L’importanza economica nel commercio internazionale è indiscussa, con un volume annuo di scambi mondiali di 22 miliardi di USD. Ogni anno in circa 90 paesi vengono prodotte 8 milioni di tonnellate di caffè. Il Brasile, con il 28% del raccolto mondiale, è il maggiore produttore. Più del 50 per cento viene acquistato e trasformato da Stati Uniti, Germania, Francia, Italia e Giappone. Ogni svizzero consuma in media 9,1 kg di caffè all’anno, il che, a livello mondiale, lo colloca al terzo posto dopo Finlandia e Norvegia.
Il caffè e i suoi effetti
Già nel XVI secolo i medici britannici descrissero in dettaglio i benefici del caffè per la salute, che spaziavano da «aiuta la digestione, stimola la capacità di pensare, rende leggero il cuore» fino a «allevia tosse, mal di testa e idropisia». Eppure il caffè deve ancora oggi lottare più volte contro la sua cattiva reputazione per la salute, che, secondo i risultati comprovati di numerosi studi, è un
falso convincimento tenace. Per alcune malattie, come la cirrosi epatica, il diabete o la demenza, il caffè sembra avere addirittura un influsso di protezione significativo. Grazie al suo effetto stimolante e al suo gusto ha suscitato presto lo spirito di ricerca degli uomini. Ma solo su stimolo di Johann Wolfgang von Goethe il chimico tedesco Ferdinand Runge isolò per la prima volta nel 1820 la caffeina, probabilmente la sostanza più importante del caffè.
Il caffè e la funzione renale
Già Franz Kafka disse: «Se il caffè disidratasse davvero il corpo, sarei da tempo ridotto in polvere». Il caffè, in quantità molto elevate, stimola sì la minzione, ma senza, come comunemente si ritiene, sottrarre acqua al corpo. Quindi il caffè non ha effetti disidratanti e apporta un contributo essenziale al fabbisogno quotidiano di liquidi.
Il caffè e il sistema cardiocircolatorio
Un aumento della pressione sanguigna molto lieve e di breve durata è stato riscontrato solo negli ipertesi. Nei non ipertesi il consumo di caffè di più di tre tazze al giorno, rispetto a una tazza al giorno, non mostra alcuna differenza. Secondo studi recenti il caffè non è un fattore di rischio per la fibrillazione atriale, la cardiopatia coronarica e l’ictus.
Il caffè e il diabete mellito
Una meta-analisi (la sintesi di vari studi) del 2009, con dati di quasi 500 000 partecipanti, mostra in modo impressionante una relazione dose-effetto inversamente proporzionale tra i bevitori di caffè e l’incidenza del diabete mellito di tipo 2. Per ogni tazza di caffè consumata il rischio di ammalarsi diminuisce, dal punto di vista puramente matematico, del sette per cento. Il meccanismo d’azione non è ancora noto nei dettagli ed è oggetto di ulteriori studi. Uno studio di coorte olandese con 17 000 partecipanti ha mostrato un rischio di diabete dimezzato in chi consuma più di sette tazze di caffè al giorno.
Il caffè, stomaco, intestino e colecisti
La muscolatura intestinale viene stimolata dagli acidi e dalle sostanze amare contenute nel caffè tostato, che hanno un effetto lassativo. In uno studio condotto di recente presso la clinica chirurgica universitaria di Heidelberg, dopo interventi al colon, il consumo di caffè nel postoperatorio, rispetto all’acqua, ha evidenziato un effetto stimolante sull’intestino. Un rischio aumentato di sviluppare ulcere gastriche o duodenali non è dimostrabile in vari studi, neppure con un consumo elevato di caffè. Uno studio statunitense mostra un rischio nettamente ridotto di formazione di calcoli biliari con il consumo di almeno quattro tazze di caffè al giorno (riduzione del rischio del 45% negli uomini e del 28% nelle donne).
Il caffè e il cancro
Una meta-analisi recentemente pubblicata di 40 studi prospettici di coorte è giunta alla conclusione che il consumo di caffè non ha effetti nocivi per la salute. Anzi, potrebbe esserci un effetto protettivo contro il carcinoma di vescica, seno, cavità orale, faringe, utero, esofago, fegato (HCC), leucemia, prostata e retto/colon. Riteniamo che, con queste informazioni, ti abbiamo fatto conoscere meglio il caffè e reso la sua immagine più simpatica senza preoccupazioni, o ti abbiamo tolto qualche falsa convinzione.
Fonti: Coach Magazin, Marcello Corazza e Sascha A. Müller Chirurgische Klinik, Kantonsspital