Bruciare il più possibile di grasso, ma come? Ti mostriamo i fatti
Bruciare grassi lo vogliono tutti. Ma qual è il modo migliore per farlo, è la domanda decisiva.
Si possono bruciare grassi solo dopo mezz'ora di allenamento di resistenza moderato. Questa frase probabilmente l'hai già sentita spesso. Tuttavia, uno sguardo rapido al metabolismo intermedio fisiologico della prestazione ci offre una visione più approfondita della produzione di energia del corpo. È vero che dopo circa mezz'ora di «allenamento di resistenza leggero» la percentuale di lipidi (grassi) sale più in alto della percentuale di carboidrati necessari.
Attenzione però: qui si parla solo della percentuale relativa e non di quella effettiva!
Con l'aumentare della prestazione viene bruciato proporzionalmente più glucosio o glicogeno. In termini di quantità aumenta anche la combustione dei grassi, fino a raggiungere un massimo, prima di diminuire di nuovo. Questo massimo si trova a circa 65% VO2max. A questa intensità le persone allenate possono bruciare in media 0.6g di grasso al minuto. A 65% VO2max la quota relativa della combustione dei grassi è di circa il 50%, a 20% VO2max sarebbe quasi del 100% (vedi grafico).

In altre parole: la quota relativa della combustione dei grassi è molto più alta con un'intensità bassa, ma ciò che conta per bruciare il più possibile di grasso non è la quota relativa, bensì quella assoluta.
Se il carico complessivo è più alto, il consumo assoluto di grassi è quindi maggiore e alla fine conta soprattutto il numero totale di energia consumata (kcal).
Gli atleti di resistenza mirano a un bilancio energetico equilibrato e cercano di bruciare il più possibile di grasso per risparmiare il prezioso glicogeno. Senza glucosio o glicogeno il ritmo di corsa va dimezzato! In caso di una perdita di peso desiderata la situazione è completamente diversa. Qui va perseguito un bilancio energetico negativo, cioè il dispendio energetico deve essere più alto dell'apporto energetico. Logicamente questo può essere ottenuto sia con un apporto energetico ridotto sia con un dispendio energetico aumentato.