Adattamenti neuromuscolari
Se l'allenamento di forza viene svolto correttamente, porta a un aumento della potenza meccanica (forza per velocità). Questa «forza» appena acquisita è dovuta ad adattamenti neuromuscolari. In altre parole, il corpo compie adattamenti neuronali e/o muscolari. Gli adattamenti neuronali sono specifici del movimento e possono essere trasferiti solo in parte da un esercizio all'altro. Questi adattamenti avvengono a livello spinale (nel midollo spinale) e sovraspinale (nel cervello). L'aumento di forza deriva quindi, da un lato, dal fatto che il sistema neuromuscolare attiva i muscoli con più «drive» e, dall'altro, dall'aumento della sezione trasversale delle fibre muscolari.

L'aumento di forza nei primi giorni è dovuto ai seguenti adattamenti neuronali:
Inibizione della coattivazione di agonisti e antagonisti (Carolan and Cafarelli 1992)
Aumento della frequenza di scarica delle unità motorie (Duchateau 2006)
Durante uno sforzo volontario massimale, in condizioni normali il reclutamento è massimo. Un aumento del reclutamento (nelle contrazioni massimali) e una sincronizzazione dei potenziali d'azione delle cellule nervose motorie coinvolte non sono, a differenza dell'aumento della frequenza di scarica e della riduzione della coattivazione, una causa dell'aumento di forza di origine neuronale. L'allenamento di forza non porta quindi a una scarica più sincronizzata dei potenziali d'azione tra le unità motorie durante le contrazioni muscolari. L'aumento della sincronia è piuttosto una conseguenza della riduzione della complessità del movimento (afferrare un'impugnatura vs. suonare il pianoforte).
La «coordinazione intermuscolare», intesa come codifica temporale dell'impiego della forza (o meglio della coppia) dei muscoli coinvolti (rispetto a tempistica e intensità della forza), è sicuramente determinante in ampia misura per la velocità del movimento. Da notare che questo coinvolge sia l'attivazione sia l'inibizione dei muscoli.
Anche se è probabile che con un allenamento adeguato la RFD (rate of force development, ovvero l'aumento della forza per unità di tempo) possa essere aumentata sull'attrezzo, resta del tutto aperto quale significato fisiologico questo possa avere per i movimenti quotidiani. Ciò è legato al reclutamento delle unità motorie dipendente dalla funzione.
Nel prossimo articolo del blog approfondiremo gli adattamenti muscolari della muscolatura scheletrica.
Fonti: Carolan B. and Cafarelli E. (1992): Adaptations in coactivation after isometric resistance training. J Appl Physiol 73: 911-917. Duchateau J. (2006): Training adaptations in the behavior of human motor units. J Appl Physiol 101:1766-1775. Teoria forza